Arriva la regolamentazione per le piattaforme di trading per opzioni binarie

By | 12 settembre 2013

E’ notizia delle ultime settimane che a livello europeo il processo di regolamentazione delle opzioni binarie si è concluso. Orami le opzioni binarie sono un prodotto finanziario maturo, disponibile al grande pubblico e che ha incontrato il favore delle autorità di regolamentazione europee, a partire dalla severissima CySec che per ragioni storiche e geografiche si trova da sempre in prima fila nell’analizzare e autorizzare le novità nel campo finanziario.

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Nel caso delle opzioni binarie, però, anche noi italiani non siamo rimasti indietro. E’ nel luglio del 2012, quindi più di un anno fa, che il Presidente della Consob ha emesso una nota ufficiale (con valore vincolante) che spiegava come le opzioni binarie andassero inquadrate, a livello normativo, nell’ambito della direttiva MiFID che regola, in tutta l’Unione Europea, i processi di investimento e trading.
Sulla stessa linea della CONSOB si sono mosse dunque anche le altre commissioni di controllo europeo come appunto la CySec, garantendo finalmente una cornice normativa certa e soprattutto la protezione degli utenti.
Perché quando la piattaforma di trading è autorizzata è sottoposta al regime previsto dalla direttiva MiFID. E questo significa che deve garantire sempre la massima trasparenza e onestà nei confronti dei clienti e non deve mettere in atto nessun tipo di comportamento che possa prefigurare un danno per i propri clienti o un conflitto di interessi.
Il fatto che le piattaforme per opzioni binarie godono della regolamentazione significa quindi che gli utenti sono protetti. Ma anche loro devono fare la loro parte, ad esempio sottostando alle farraginose norme antiriciclaggio.
Anche per investire solo 100 euro è ora necessario inviare una copia del proprio documento di identità e del codice fiscale, in modo che tutte le operazioni e i movimenti di denaro siano tracciabili.
Molte volte, inoltre, le piattaforme di opzioni binarie impongono limitazioni sulla metodologia di prelievo dei profitti. In base ad una interpretazione da molti giudicata eccessivamente restrittiva della legislazione anti-riciclaggio, obbligano gli utenti a prelevare i profitti utilizzando lo stesso metodo utilizzato per fare il deposito delle somme da investire.
Ora il problema che sorge spesso è che si parte con un investimento minimo, ad esempio dell’ordine di 250 euro e si riesce a fare profitti anche 10 volte superiori. Nei casi migliori anche 100 volte. Ma a questo punto c’è il problema pratico che la piattaforma consente il trasferimento di questi soldi solo sulla carta di credito inizialmente utilizzata per fare il deposito, non ad esempio sul conto corrente. E’ un problema pratico a cui si sta lavorando.
In ogni caso noi trader di opzioni binarie non possiamo che apprezzare il fatto che il settore sia ormai regolamentato, perché questo significa che siamo tutelati noi. Se poi questo significa anche affrontare qualche trafila burocratica in più, pazienza.

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