Caldaia a condensazione o termopompa?

By | 14 Febbraio 2019

Riscaldamento1La questione è abbastanza spinosa, perché stiamo parlando di un metodo del passato, migliorato grazie alle nuove tecnologie, e di un metodo nuovo. Entrambi presentano ovviamente dei vantaggi, se però vogliamo andare ad osservare la quantità di inquinamento prodotto sul luogo di utilizzo, sicuramente la termopompa mostra ampi vantaggi, come ci spiegano anche sul sito Webcasa.

Come funzionano questi metodi di riscaldamento

La caldaia a condensazione non è altro che un’evoluzione della tradizionale caldaia a gas. Si tratta però di un’apparecchiatura costruita in modo da limitare il calore disperso, cercando di recuperarlo condensando (ecco da dove deriva il nome) i fumi di scarico, per prelevare da essi il calore residuo, che altrimenti sarebbe spinto verso l’esterno della casa. La termopompa, o pompa di calore, è invece un’apparecchiatura che funziona a energia elettrica, che preleva il calore presente all’esterno per immetterlo in casa, da dove si preleva l’aria troppo fredda.

Come utilizzare queste apparecchiature

Tutti sappiamo come funziona una caldaia; in estate la utilizziamo esclusivamente per produrre acqua calda sanitaria; in inverno invece la attiviamo quando il clima si fa troppo freddo, di solito spegnendola quando siamo fuori casa, ad esempio al lavoro. La termopompa invece funziona sia in estate, sia in inverno. In pieno agosto infatti possiamo invertire il flusso, portando aria fresca dentro casa e spingendo fuori il caldo eccessivo. In inverno porteremo invece dentro casa il calore, spingendo fuori l’aria fredda. Perché il sistema funziona al meglio è opportuno mantenere in casa un clima costantemente piacevole, evitando di spegnere l’impianto, soprattutto nel corso della giornata in cui siamo fuori solo per alcune ore.

L’inquinamento degli impianti di riscaldamento tradizionali

Le caldaie a gas sono state introdotte alcune decine di anni fa, andando a sostituire le più inquinanti fonti di calore, come ad esempio ampi bruciatori a gasolio o addirittura a carbone. Al tempo si è trattato di un’evoluzione particolarmente interessante, che ha consentito di diminuire l’inquinamento ambientale nelle città, ma non in modo completo. Dopo alcuni decenni appare chiaro che anche i sistemi che utilizziamo oggi, quindi a gas metano o GPL, inquinano, in quanto producono anidride carbonica, un gas serra che influisce sulla salubrità dell’aria nelle nostre case.

L’inquinamento delle pompe di calore

Le termopompe inquinano? La risposta è “dipende”, ossia dipende da qual è il metodo utilizzato per produrre energia elettrica. Se infatti questa fonte è una vecchia centrale termoelettrica, beh allora una certa quantità di inquinamento l’avremo di sicuro, fortunatamente non nel luogo in cui usiamo la caldaia. Ma questo tipo di centrali nei prossimi anni saranno completamente abbandonate, a favore di metodi alternativi di produzione energetica, rinnovabili e completamente ecologici. Come ad esempio gli impianti solari eolici, o le più tradizionali centrali idroelettriche. Se poi decidiamo di installare un impianto fotovoltaico sul tetto, la produzione di calore per riscaldare la casa in inverno, e di fresco per renderla più piacevole in estate, è del tutto pulita e, cosa ancora più interessante, gratuita. Potremo quindi mantenere un clima piacevole in casa senza la preoccupazione della bolletta bimestrale.

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