Cause della rottura del tendine d’Achille

By | 25 Giugno 2019

sciareUna malattia può aumentare il rischio di lesioni al tendine d’Achille. Si pensi,  tra le varie, a diabete, malattia tiroidea, insufficienza renale, artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, gotta. Altri fattori di rischio per la lesione del tendine d’Achille sono l’età avanzata, il praticare attività o sport che implicano la corsa e il salto, la mancanza di flessibilità, un’attività fisica eccessiva, cambiamenti improvvisi nell’intensità dell’esercizio fisico, uso di corticosteroidi (per via orale o per iniezione) o di antibiotici fluorochinolonici, jogging o corsa su superfici dure, precedenti lesioni del tendine d’Achille, storia familiari di rottura.

Di norma, i pazienti che subiscono la rottura del tendine d’Achille spesso si lamentano di uno scatto improvviso nella parte posteriore della gamba. Il dolore è spesso intenso e impedisce ogni movimento. Con una rottura completa, inoltre, l’individuo sarà in grado di deambulare solo parzialmente. La maggior parte delle persone non sarà in grado di salire le scale, correre o stare in piedi sulle dita dei piedi. Può verificarsi gonfiore intorno al polpaccio inferiore.

Ricordiamo altresì che i pazienti possono soffrire di lesioni al tendine di Achille in caso di recente aumento improvviso dell’esercizio fisico o dell’intensità dell’attività. Alcuni pazienti ricollegano la lesione all’avere avuto recenti iniezioni o prescrizioni di corticosteroidi o un ciclo di antibiotici fluorochinolonici. Alcuni atleti possono aver avuto una precedente infiammazione o lesione dei tendini.

Per quanto attiene la diagnosi, il medico procederà generalmente esaminando entrambe le gambe. Gli operatori sanitari esaminano la parte inferiore della gamba alla ricerca di gonfiore, ecchimosi e tenerezza. e c’è una rottura completa del tendine d’Achille, un medico può palparla sul tendine. Inoltre, la gamma di di movimenti della caviglia diventa più contenuta, e il paziente avrà difficoltà a muovere la caviglia e il piede.

Può aiutare infine il test di Thompson, con il paziente a faccia in giù, e l’esaminatore che comprimerà l’area del polpaccio: con un tendine d’Achille intatto, il piede sarà plantare e le dita dei piedi rivolte verso il basso; con la rottura del tendine d’Achille, il piede non si muove. L’operatore sanitario potrà anche controllare la presenza di impulsi e altre sensazioni sul piede.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *