Incentivi sul lavoro: nel Regno Unito, in caso di fallimento, un manifesto invita al suicidio

By | 27 ottobre 2014

poster suicidioLe grandi aziende le pensano proprio tutte pur di incentivare la produzione dei propri operai. Ma fino a  che punto è lecito spingersi? In fondo, se ogni mezzo è lecito per raggiungere il proprio obiettivo, lo è anche un incentivo “politicamente scorretto”. Ecco, quindi, cosa è successo nel Regno Unito: un caso curioso, certo, ma anche preoccupante.

Siamo a Haverfordwest, una cittadino del Regno Unito: in uno dei punti vendita Tesco (una catena molto nota nel paese), un manager ha pensato bene di incentivare i suoi dipendenti facendo attaccare alle bacheche aziendali un determinato poster. Nulla di male, se non fosse che il manifesto inneggiava al suicidio in caso di vendite modeste.

Avete capito bene: il manager Tesco ha suggerito ai propri dipendenti di suicidarsi nel caso in cui non fossero riusciti a portare a termine  gli obiettivi prefissati, o in caso di vendite modeste. Un inno che ai dipendenti non è proprio piaciuto, tanto da sollevare un vero e proprio polverone.

Molti, infatti,lo hanno giudicato offensivo verso chi ha problemi, e verso chi cerca di lavorare in modo serio. Molte associazioni, poi, si sono scagliate contro l’azienda, ricordando ai vertici come ci si trovi in presenza di una malattia seria: chi tenta il suicidio non deve essere deriso, e questo manifesto è solo la prova della mancanza di rispetto dimostrata dalla Tesco.

La polemica sollevata è andata avanti per alcune settimane, tanto che alla fine i vertici aziendali hanno fatto da scarica barile, ammettendo che l’idea era nata da un solo manager. Quest’ultimo, esposto alla gogna mediatica, si è scusato per il manifesto, e lo ha fatto immediatamente rimuovere.

Ciò che è certo è che, forse, i prossimi manager Tesco ci penseranno bene prima di incentivare i propri dipendenti. O, per lo meno, lo faranno in modo più rispettoso e sano.

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