Marito tradito, il segreto dei test di paternità

By | 20 settembre 2015

papà e figlioPuò verificarsi per un motivo o per l’altro che si abbia bisogno di un test di paternità che attesti la genitorialità biologica di un padre verso il suo presunto figlio. In questi casi si ricorre al test per confutare l’ipotesi che da un tradimento possa esser nato, o stia per nascere, il figlio dell’amante uomo della propria compagna/moglie, responsabile del tradimento.

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Non sono poi molto rari questi casi, anzi avvengono con molta più frequenza di quanto si pensi. Il tradimento ai giorni nostri è una realtà di coppia che prelude alla fine di una unione, anche se talvolta per i motivi più disparati questa fine non può essere dichiarata né formalizzata per diverse ragioni. Il dato economico, l’impossibilità di una indipendenza professionale, l’incapacità di sostenere altre spese per un eventuale alloggio, in caso di separazione creano le condizioni di una convivenza quasi obbligata.

In questi casi possono subentrare motivi puramente legali per i quali ricorrere ad un test di paternità qualora vi fosse un figlio nel mezzo concepito in circostanze poco chiare.

Sottoporsi ad un test di paternità non richiede procedure complicate, né metodologie particolari. Si deve scegliere se il test sarà di natura puramente informativa o se di natura legale. Non cambia nulla nella forma se non nella sostanza perché il secondo, come è facile da intuire, prevede il coinvolgimento di un tribunale, di legali, il consenso informato, l’autorizzazione all’avvio delle procedure di routine.

Un marito tradito, come negarlo, è un uomo il più delle volte sospettoso e arrabbiato, che cerca nei risultati del test di paternità una valida risposta alle sue domande. L’efficacia del test è tale per cui il margine d’errore è veramente minimo, e qualora dovesse accadere non sarebbe per un errore umano ma di natura medico-scientifica.

Il test di paternità prenatale non invasivo

Il test di paternità prenatale non invasivo ha la funzione di determinare la paternità del bambino ancora prima della sua nascita. E’ un esame preciso e non comporta rischi né per il feto né per la madre.

Cosa serve per effettuare un test di paternità prenatale? E’ necessario solo un campione di sangue della madre e del presunto padre, senza ricorso ad amniocentesi o villocentesi.

Il test può essere eseguito sin già dalla 9° settimana di gravidanza ed i risultati si ottengono solitamente entro 7 giorni lavorativi.

Il test prevede l’analisi delle migliaia di loci del DNA. La procedura individua ed analizza il DNA extracellulare fetale presente nel circolo ematico della madre senza alcun rischio di errori, anche se ci sono state gravidanze precedenti.

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