Morire in ospedale: la Klebsiella

By | 21 dicembre 2016

ospedaleDa anni è nota a tutti la presenza di alcune infezioni che si sviluppano, di preferenza, all’interno di ospedali, case di cura, comunità per il recupero dei tossicodipendenti. La mera presenza di un ampio numero di persone non è sufficiente a spiegare lo sviluppo anomalo dei microorganismi che portano alle infezioni nosocomiali. Alcuni batteri infatti sono presenti in tutti gli esseri viventi, come ad esempio la Klebsiella; la motivazione per cui un batterio del tutto innocuo diventa un vero e proprio killer è dovuta alle particolari condizioni presenti all’interno delle case di cura.

I fattori predisponenti

I ceppi di Klebsiella che più spesso causano infezioni nosocomiali sono ben noti, anche se spesso si tratta di mutanti resistenti agli antibiotici. L’ambio uso di questi farmaci, che avviene soprattutto in alcuni reparti degli ospedali, può favorire il ripresentarsi del problema, che attacca soprattutto i pazienti con deficit immunitario, come ad esempio chi soffre di patologie corniche debilitanti, o i nuovi nati pretermine. La presenza di alcune tipologie di strumenti sanitari favorisce il contagio; ad esempio molto spesso la Klebsiella si diffonde attraverso i cateteri o la strumentazione per la respirazione assistita. In alcuni casi il batterio si diffonde all’interno dell0’ospite passando attraverso lesioni della pelle, ustioni o anche attraverso le ferite chirurgiche.

Come si riconosce un’infezione da Klebsiella

Purtroppo molte persone affette da infezioni causate da Klebsiella arrivino in ritardo ad una diagnosi corretta. Del resto nella maggior parte dei casi si tratta di pazienti che già soffrono di altre patologie, cui si assommano i sintomi causati dalla Klebsiella, nascondendosi tra gli altri. Per questo motivo molti pazienti ospedalieri sono sottoposti ad accertamenti per l’eventuale presenza del batterio, in modo da poter ricorrere rapidamente alle cure corrette. In alcuni casi semplici esami dei fluidi corporei non permettono una diagnosi certa, per questo è necessario ricorrere ad altri ausili diagnostici.

La cura

Non sempre è possibile curare i pazienti afflitti da infezione da Klebsiella in modo tempestivo, per questo spesso l’infezione ha decorso infausto. I ceppi di Klebsiella che può facilmente si diffondono negli ospedali sono del tutto resistenti a buona parte degli antibiotici maggiormente utilizzati per le cure, di altre malattie, per questo dopo averne diagnosticato la presenza in un paziente è opportuno effettuare un antibiogramma, per evidenziare il farmaco corretto da utilizzare per la cura. Si ricorre anche alla prevenzione, per evitare di diffondere il contagio, che avviene attraverso una più attenta igiene.

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