Medicina del Lavoro: gli obblighi per le aziende

di | 21 Settembre 2020

4 stethoscope-1584223_960_720Il concetto di medicina del lavoro si innesta sul più ampio discorso che riguarda la medicina preventiva. Forse non tutti lo sanno ma nel nostro Paese vigono stringenti obblighi per i datori di lavoro, che devono preoccuparsi dei lavoratori esposti a qualsiasi tipologia di rischio per la loro salute durante il proprio turno lavorativo. A tale scopo è obbligatorio che il datore di lavoro nomini un Medico competente.

Il medico del lavoro

Perché un medico possa essere nominato da un datore di lavoro quale vigile dello stato di salute dei dipendenti deve avere a disposizione specifiche qualifiche. Tra le quali la specializzazione in medicina del lavoro, o anche in medicina preventiva dei lavoratori. Si tratta di due qualifiche in questo caso equipollenti, che non tutti i medici possiedono, visto che si ottengono al momento della specializzazione; lo stesso dicasi per la specializzazione in medicina legale, o in igiene e medicina preventiva. Oltre a questo è necessario che il medico sia in possesso di apposita autorizzazione, rilasciata dallo Stato, secondo il decreto legislativo del 15 agosto 2015. Un esperto in medicina del lavoro a Padova, e in tutte le altre città italiane, è tenuto a seguire appositi corsi formativi.

Cosa fa il medico del lavoro

Una volta nominato dalla singola azienda il medico del lavoro deve predisporre un protocollo sanitario, che tiene conto degli specifici rischi cui i lavoratori della realtà produttiva sono esposti durante la loro attività. Tale protocollo deve contenere una serie di indicazioni, che riguardano: la frequenza delle visite mediche cui sottoporre i singoli dipendenti; la tipologia di esami diagnostici da effettuare, ove necessario, con una specifica frequenza; le specifiche valutazioni da effettuare in sede di visita medica. In alcune realtà può quindi verificarsi la necessità di effettuare visite mediche ai singoli dipendenti con frequenza e metodologia del tutto originali; questo perché è la mansione del singolo lavoratore che deve essere considerata, compresi i rischi cui viene esposto. Il medico del lavoro predispone tale protocollo insieme con il responsabile della Prevenzione e Protezione nominato dall’azienda e con il datore di lavoro. Quest’ultimo appone la sua firma sulla valutazione dei rischi stilata per ogni dipendente, è quindi lui il primo responsabile.

La visita medica

Come abbiamo detto la visita medica effettuata dal medico del lavoro si configura come un’effettiva valutazione dello stato di salute del lavoratore; questo non in senso generale, ma considerando gli specifici rischi cui è esposto durante l’attività lavorativa. In linea generale tale visita deve essere effettuata almeno una volta ogni 5 anni, per i lavoratori con meno di 50 anni; ogni anno per i lavoratoci con più di 50 anni. Fermo restando che il singolo medico del lavoro può indicare nel protocollo una frequenza delle visite più stringente, da valutare caso per caso. I videoterminalisti con un’età inferiore ai 50 anni devono essere sottoposti a visita medica almeno ogni 2 anni, coma de legislazione vigente. È bene chiarire che non si tratta di un generico check up, ma di una verifica puntuale dell’eventuale problematica intercorsa a seguito dello svolgimento di uno specifico compito lavorativo.

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