Perché soffriamo di jet lag?

di | 27 Novembre 2019

airliner-4536382_960_720Quando sentiamo qualcuno dire che sta male per colpa del jet lag, un tempo questo ci dava la sensazione di trovarci in uno di quei film all’americana. Ai giorni nostri, invece, viaggiare in aereo è diventata un’abitudine parecchio diffusa e con essa anche i malori derivanti dal jet lag. Tutti sappiamo di cosa si tratta ma pochi sanno perché questo provoca malessere e come contrastarlo prima di partire per un viaggio.

Come si presenta il malessere da jet lag?

Un consiglio molto utile a prepararsi in anticipo è quello di entrare su un sito per calcolare le ore di volo e capire di quanti fusi orari ti sposterai. Infatti questo serve a capire cosa dovrai fare i giorni precedenti al volo per attenuare i fastidiosi sintomi da jet lag. Praticamente all’arrivo iniziamo a sentirci irritati, insonni e nauseati. Molte persone perdono l’appetito, hanno forti mal di testa e non riescono ad abituarsi al sonno così che quando tornano a casa si sentono ancora più stanchi. C’è chi è interessato da spasmi muscolari notturni e chi si sente continuamente nauseabondo. Questi sintomi si acuiscono all’aumento dell’attraversamento dei fusi orari e sono davvero fastidiosi. Per evitarli ci sono alcuni accorgimenti da mettere in pratica che possono fare davvero la differenza.

Perché stiamo male quando viaggiamo per fusi orari?

Il punto è che il nostro corpo è scandito da un vero e proprio orologio biologico che la scienza ha definito con il nome di ritmi circadiani. Si tratta di un’abitudine del nostro fisico scandita dall’alternanza del giorno e della notte che interessa la retina degli occhi, il cervello ma anche gli organi e la psiche. La luce del mattino e quella solare dicono al corpo che deve stare sveglio mentre il buio lo prepara ad andare a dormire. Attraversando i fusi orari questa alternanza costante si sbalza e il corpo ne risente nei modi che abbiamo sopra descritto. Per questo la sensazione sarà quella di smarrimento unita a stanchezza cronica e insonnia con cui combattere anche per molti giorni dopo il viaggio. Per viaggi intercontinentali, infatti, le persone impiegano anche due settimane per riprendersi dal tour de force. Si ritiene che maggiore sia il numero di fusi orari attraversati e più saranno i giorni necessari a riprendersi per tornare alla normalità e ristabilire il nostro ritmo circadiano.

Come proteggersi dal malore?

Per questo calcolando le ore di volo si potrà stabilire l’orario di arrivo e mettere in pratica alcune buone azioni nei giorni che precedono il viaggio per soffrire meno lo sbalzo di ritmo circadiano. Se procedi verso fusi anticipati dovrai andare a dormire prima del solito e esporti alla luce mattutina prima di quanto tu faccia abitualmente. Al contrario se procedi verso fusi posticipati dovrai andare a dormire più tardi e esporti alla luce del mattino qualche ora dopo rispetto al normale. Questo serve ad abituare il corpo al cambio di fuso orario ma dovrai farlo senza togliere ore di sonno. Al contrario dovrai cercare di dormire di più e non a caso i piloti d’aereo sono obbligati a dormire fino a dodici ore consecutive quando si preparano ad un viaggio. Lo stesso vale per le hostess e gli steward che non possono superare un tot di ore di viaggio senza riposarsi adeguatamente.

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