Che significa fare il “consolato”

di | 14 Maggio 2020

funeral-2511124_1280La morte di una persona cara è un momento sempre drammatico e pieno di confusione. Già si prova molto dolore a cui si aggiungono una serie di impegni difficili come può essere la preparazione della cerimonia funebre, la cura della salma, l’accogliere delle numerose ed inevitabili visite per le condoglianze. Anche se per molte di queste attività ci si rivolge alle pompe funebri a Roma come ad esempio Cattolica San Lorenzo; in un momento del genere spesso non si ha né la forza, né la voglia o il tempo di fare la spesa o cucinare.

Per colmare questo bisogno, in tutto il meridione, esiste la tradizione del “consolato o “cuonzolo”. Si capisce che il termine deriva dalla parola “consolare”, ma non sappiamo bene da quale forma dialettale esso si sia trasformato. In sostanza si tratta molto semplicemente di andare a casa della persona scomparsa a fare le condoglianze con qualcosa da mangiare per la sua famiglia. Anche se sembra solo un piccolo supporto, essi riusciranno così a rimettersi in forze per affrontare tutte le incombenze.

I tipi di “cuonzolo”

Anche se il principio è semplice vi sono varie tipologie di “cuonzolo”. Ciò che li distingue sono sostanzialmente due fattori: la vicinanza che si ha con la famiglia e il momento della giornata in cui avviene la visita. Di solito, infatti, la prima visita avviene al mattino presto a seguito di una notte in cui la famiglia è rimasta in preghiera attorno al caro estinto.

Nel caso di un parente prossimo che, ad esempio, è andato a casa la sera prima per cambiarsi o riposare un po’, è certo che egli ritornerà portando un vassoio di paste e caffè caldo in quantità. Questa tipologia di consolato serve per dare la carica ai familiari prima delle difficoltà che dovranno affrontare in giornata ma anche per avere anche qualcosa da offrire a coloro che arriveranno successivamente. Di solito, però, non sempre è solo una persona ad avere questa idea e capita che la mattina presto la casa si riempia di cornetti, brioche e brocche di caffè che dureranno sino a sera.

Il “consolato” più consistente è, però, quello che giunge nel corso della giornata da vicini, amici e familiari che portano vettovaglie cosicché la famiglia abbia di che pranzare o cenare senza pensare a nulla. I cibi più comunemente offerti sono timballi, mozzarelle, pizza, gateau di patate, pasta al forno e carne che, vista la mole, si trascinano anche nei giorni successivi al lutto.

Nei giorni successivi

Tutto questo è non solo utile ma quasi indispensabile per i familiari del defunto nel giorno del funerale ma, questa usanza si protrae anche nei giorni seguenti successivi al funerale. Se non si è andati al funerale di solito si cerca di passare a fare le condoglianze nelle settimane successive e, anche se lo stato di necessità è finito, non è comunque educato presentarsi a mani vuote e allora si dà il via al “cuonzolo zucchero e caffè” durante il quale, i visitatori, vengono muniti di confezioni di caffè, pacchi di zucchero, scatole di biscotti e cioccolatini che è sempre comodo avere a casa e si conservano per molto tempo.

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