Latifa Echakhch: vita, opere e stile artistico

di | 30 Aprile 2020

downloadNel panorama artistico internazionale possiamo trovare un’artista di spicco e dal carattere eclettico in grado di far riflettere sulle contraddizioni e la rigorosità tipica della società moderna le persone che si trovano al cospetto delle sue opere. Stiamo parlando di una donna dotata di una sensibilità arguta: Latifa Echakhch. Ma chi è questa donna e quali sono le sue creazioni? cerchiamo di scoprirlo insieme.

Latifa Echakhch: la vita

La vita di Latifa Echakhch dagli albori fino alla conferma a livello internazionale.

L’artista nasce in Marocco, più precisamente nella città di El Khnansa, nel 1974. Attualmente risiede in Svizzera, a Martigny, dopo aver però vissuto per molto tempo in Francia dove si era trasferita con i genitori alla tenera età di 3 anni. Latifa ha avuto modo di frequentare l’École supérieure d’Art de Grenoble e si è laureata in due delle più prestigiose scuole d’arte del paese: la National School of Arts Cergy-Pontoise e la Lyon National School of Fine Arts.

La sua carriera inizia nel 2002 ma deve attendere il 2011 per vedere le sue opere raggiungere l’apice del successo, quando la Biennale di Venezia consacra le sue realizzazioni all’interno delle sue esposizioni. Nell’anno 2013 viene insignita dal direttore del Museo Nazionale d’Arte Moderna, Marcel Duchamp Prize, di un premio molto importante, il Marcel Duchamp Prize, ovvero un riconoscimento annuale rilasciato dall’Associazione per la Diffusione Internazionale dell’Arte Francese ai giovani artisti che producono opere di comprovata rilevanza.

Nel 2015 l’artista è la prima donna ad essere nominata curatrice dell’esposizione dell’Alta Scuola di Arte di Design di Ginevra. Il suo cammino evolutivo non è tuttora terminato, Latifa infatti continua nelle sue produzioni e saranno ancora molte le mostre a cui sarà chiamata a prendere parte.

Le opere di Latifa Echakhch

L’arte del surrealismo e del concettualismo

Le opere d’arte prodotte da Latifa Echakhch sono per la maggior parte incentrare su ambientazioni ed installazioni che portano il suo pubblico a ragionare attivamente sulle questioni socio-politiche del mondo moderno mediante il posizionamento di alcuni oggetti decontestualizzati in luoghi che ne stimolano un’attiva lettura. Le sue produzioni possono essere facilmente inserite nelle correnti artistiche del surrealismo e concettualismo, ogni spettatore è lasciato libero di interpretare l’opera d’arte nel modo che più gli si avvicina, a seconda del cammino personale che ha intrapreso.

La fonte d’ispirazione primaria è sicuramente da ricercare nella politica e nella poesia, essa stessa infatti ha dichiarato questi due ambiti come vere e proprie muse ispiratrici delle sue installazioni. La fragilità del modernismo è messa in risalto grazie alla continua ricerca di simboli appartenenti all’economia e alle situazioni geopolitiche a livello internazionale. Tra le sue creazioni possiamo annoverare “Fantôme” e “A chaque stencil une révolution“, entrambe esibite a Palazzo Grassi durante l’esposizione “L’illusione della luce“.

La seconda opera, sicuramente la più emblematica tra le sue creazioni, è stata inspirata da una frase pronunciata da Yasser Arafat per puntualizzare due situazioni di indubbio interesse: gli scioperi di Parigi del 68 e la protesta contro la guerra in Vietnam attuata dai giovani americani. Latifa ha voluto attaccare dei fogli di carta carbone alle pareti per poi inondarli con dell’acqua tanto da renderne indecifrabili le scritte. I fogli hanno la particolarità di essere di colore blu.

Risulta essere particolarmente d’effetto anche la mostra “Romance” che incarna il “capriccio” ottocentesco nei giardini all’italiana che poi si sono riflettuti anche su quelli alla francese e all’inglese. L’opera viene contestualizzata in un ambiente in rovina, affiancato da oggetti anacronistici che vogliono sottolineare la futilità di alcune sfaccettature della vita quando messe a confronto con le vere cose che contano. Le sue produzioni si mostrano sempre affascinanti, sarebbero

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.