Tipi di pinze: utilizzi e tipologie

pliers-1031953_1920Esistono diverse tipologie di pinze, ma in genere per un utilizzo non professionale ne bastano poche da tenere nella cassetta degli attrezzi, da utilizzare in caso di necessità. Il discorso cambia per le pinze professionali: ciascun lavoro richiede un tipo di pinza differente, con caratteristiche diverse a seconda dell’impiego che se ne fa. In ogni caso, rivolgendosi ad un negozio specializzato, oppure online, è possibile trovarne di tutte le tipologie, professionali oppure per il fai-da-te, come ad esempio i differenti modelli di pinze Würth.

Pinza universale

La pinza universale è forse il tipo di pinza più diffuso. Essa, infatti, viene utilizzata sia per attività professionali sia per lavoretti quotidiani in casa o per il bricolage. Infatti, grazie alla resistenza e alla durezza, queste pinze possono essere impiegate per lavori che richiedono molto sforzo. Inizialmente, la pinza universale fu inventata per tenere oggetti incandescenti senza scottarsi, ma attualmente essa viene utilizzata per tutti gli oggetti che devono essere tenuti ben saldi. Inoltre, può servire per unire e tagliare alcuni materiali. Proprio per questo, si tratta di uno strumento molto versatile.

Tronchese

Le tronchesi sono pinze per tagliare diversi materiali, come i cavi, le aste di metallo, ecc. In genere, vengono utilizzate nel campo dell’edilizia, per tagliare le reti e altri tipi di ferro; oppure per tagliare i cavi quando si effettuano lavori che coinvolgono impianti elettrici. Tuttavia, questo strumento non è adatto per tagliare i tubi, in quanto potrebbe deformarli. È importante scegliere delle tronchesi di alta qualità, realizzati con materiali temperati, con bracci regolabili, in quanto utensili prodotti con materiale scadente potrebbero deformarsi con la pressione.

Pinze speciali

Oltre alle pinze universali, esistono anche delle pinze specifiche per ogni operazione. Ad esempio, un tipo di pinza speciale è la crimpatrice, utilizzata per schiacciare insieme un cavo elettrico ed un connettore, connettendoli insieme elettricamente. Per l’idraulica, ne esistono diverse, come il giratubi e la piegatubi. Si tratta rispettivamente di un utensile che avvita o svita i tubi filettati, ed è disponibile in diverse angolazioni e di una pinza che serve per curvare i tubi dal diametro grande senza piegarli. Ci sono, poi, le pinze per gli anelli elastici, interni ed esterni. Esse servono ad istallare o rimuovere anelli d’arresto in acciaio elastico, cioè gli anelli apribili. Le pinze VDE invece sono un tipo di strumento da utilizzare in caso si debbano afferrare dei cavi elettrici sotto tensione senza rischi.

Pinze a becchi

Le pinze a becchi vengono impiegate per lavorare il metallo a lamina oppure a filo. Esse, quando vengono strette, hanno un’estremità che somiglia proprio ad un becco: da ciò deriva il loro nome. Per il resto, assomigliano in tutto e per tutto alle pinze normali, ma hanno dimensioni più esigue, in quanto il becco serve per afferrare in modo preciso piccole porzioni di metallo. In base alla forma del becco, si possono distinguere diversi tipi di pinze a becco. Per realizzare gli anelli di congiunzione, o le asole, ad esempio, vengono utilizzate le pizze dal becco tondo. In questo caso la superficie non è tagliente. La pinza con becco piatto, invece, ha un’estremità larga ed appiattita (liscia oppure zigrinata) che serve per bloccare le lamine di metallo. La pinza a becco curvo, chiamata anche “a pappagallo”, è la più utilizzata per creare oggetti ed accessori fai-da-te ed è caratterizzata da un becco semi tondo.

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